MATERIALE
Il materiale utilizzato è il legno di rovere delle botti che per la sua natura “assorbente” accoglie i segni e diventa storia. Viene accostato con il ferro, onestà dei metalli e linea portante che viene lasciato a vista, essenziale, sagoma e spessore. Le parti imbottite, le sedute, sono realizzate usando ogni tipo di pelle o tessuto; sono la vera finitura, ciò che, funzionando per forma e dimensione, addolcisce l’umore della struttura ruvida e spigolosa. I colori rappresentano dei periodi, degli stati d’animo, la percezione personale e umorale della storia dell’oggetto.

PRODUZIONE
L’assemblaggio delle doghe segue un criterio molto semplice: armonizzare le forme rispettando le linee del materiale. Questo criterio nella “ri- creazione” dell’oggetto ha fatto sì che lo stesso sia diventato naturalmente predisposto a seguire e compiacere l’anatomia del corpo.

Le Sedie del Torchio sono perciò una linea di oggetti comodi e famigliari che rivendicano la necessità di essere “usati” e non confinati e destinati alla definizione di “oggetto d’arte”.

Costruzione del primo prototipo per la poltrona gomitolo
Costruzione del primo prototipo per la poltrona Gomitolo (2002)

Le Sedie del Torchio è un progetto che crede nel riuso, nel rispetto della storia e dell’essenza altrui, nella capacità di trasformazione e cambiamento.

La filosofia che è alla base del progetto è diventata parte integrante dell’intero processo produttivo.

Dalla ricerca delle botti alla fase dell’assemblaggio il lavoro viene svolto con la preziosa collaborazione di alcuni utenti della comunità terapeutica La Vernazza. La loro fondamentale partecipazione al progetto fa sì che Le Sedie del Torchio siano impregnate anche delle loro storie. Con la ferma convinzione che anche una vita che a un certo punto sembra inutile possa tornare ad avere un nuovo corso.
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